Errori comuni nell'accordatura della chitarra

Errori comuni nell'accordatura della chitarra

Una chitarra può essere accordata “quasi bene” e compromettere comunque tutto: il controllo del suono, la percezione degli intervalli, la qualità di un arpeggio e persino la voglia di studiare. Gli errori comuni nell'accordatura non riguardano solo chi è alle prime armi. Spesso il problema è una procedura frettolosa, ripetuta ogni giorno senza verifiche, che lascia alcune corde leggermente fuori posto.

Per il chitarrista classico l'accordatura non è una formalità prima di iniziare. È il primo esercizio di ascolto. Se impari a riconoscere cosa non funziona e a correggerlo con un ordine preciso, studi con maggiore sicurezza e smetti di attribuire alla tecnica errori che in realtà dipendono dallo strumento.

Accordare non significa guardare soltanto l'accordatore

L'accordatore è utile, soprattutto negli ambienti rumorosi o quando devi trovare rapidamente il riferimento. Ma leggere una nota sul display non basta a garantire che la chitarra suoni bene nel contesto di un brano.

Una corda può risultare centrata quando viene pizzicata a vuoto e sembrare stonata appena suoni una scala, un accordo o una nota nelle posizioni alte. Qui entrano in gioco la pressione della mano sinistra, la qualità delle corde, l'intonazione dello strumento e il tuo ascolto. L'accordatore ti fornisce un dato iniziale. L'orecchio deve controllare il risultato musicale.

Il riferimento più diffuso è il La a 440 Hz. Insieme a un pianoforte, a una registrazione o a un ensemble, però, conviene verificare quale riferimento stiano usando gli altri strumenti. Non presumere che sia sempre identico: una differenza piccola è sufficiente per farti sembrare stonato, anche se la tua chitarra è coerente con il proprio accordatore.

Gli errori comuni nell'accordatura che rubano qualità al suono

Girare la meccanica nella direzione sbagliata

Sembra banale, ma accade spesso quando si accorda di fretta. Prima di girare una chiavetta, pizzica la corda, muovila di pochissimo e ascolta se il suono sale o scende. Non affidarti alla posizione delle meccaniche: a seconda del lato della paletta e dell'orientamento dello strumento, il gesto può confondere.

La regola pratica è semplice: fai micro-movimenti, poi riascolta. Se la corda è molto lontana dalla nota corretta, non ruotare rapidamente senza controllare. Sulle corde acute, soprattutto il cantino, un eccesso può portare a una rottura evitabile.

Arrivare alla nota scendendo dall'alto

Quando una corda è crescente, molti superano la nota e poi tornano indietro. Il problema è che la corda può assestarsi male sul capotasto o sulla selletta e perdere immediatamente la tensione recuperata. Dopo pochi minuti, l'accordatura non tiene più.

È preferibile scendere leggermente sotto la nota e raggiungerla aumentando la tensione con gradualità. Questo riduce piccoli giochi meccanici e rende l'accordatura più stabile. Non è una garanzia assoluta - corde nuove, umidità e meccaniche usurate incidono - ma è un'abitudine che produce un miglioramento concreto.

Pizzicare la corda in modo troppo forte

Se pizzichi una corda con un colpo molto energico, soprattutto vicino al ponticello, la nota può risultare momentaneamente più alta. L'accordatore legge un picco che non corrisponde al suono reale e tu finisci per abbassare troppo la corda.

Pizzica con il tocco che useresti in un normale esercizio di scala o arpeggio, lascia risuonare la nota e aspetta che il display si stabilizzi. Sulle corde basse, che producono molte armoniche, può essere utile pizzicare con un attacco ancora più controllato. Se il segnale oscilla senza fermarsi, non inseguire ogni variazione della lancetta: ascolta e ripeti il gesto in modo uniforme.

Accordare una sola volta e iniziare subito a suonare

La tensione di una corda influenza leggermente l'equilibrio dell'intero strumento. Quando alzi il Mi basso, le altre corde possono calare di qualche centesimo; quando sistemi il cantino, la situazione cambia ancora. Per questo un solo passaggio, dalla sesta alla prima corda, raramente basta.

Accorda tutte le corde, poi fai un secondo controllo rapido. Se hai montato corde nuove, ripeti il controllo più volte durante la prima sessione di studio. Le corde appena installate si assestano, ed è normale doverle ritoccare. Tirarle con forza per “farle cedere” può essere controproducente: meglio suonare qualche minuto, controllare e correggere con calma.

Non verificare ottave e intervalli

Le corde a vuoto possono essere corrette, mentre gli intervalli suonati risultano spiacevoli. Prima di dare la colpa alla tua mano, prova due controlli semplici. Suona l'armonico al dodicesimo tasto e confrontalo con la nota premuta allo stesso tasto. Se la differenza è evidente anche con una pressione leggera e precisa, può esserci un problema di intonazione o di regolazione dello strumento.

Poi ascolta ottave, quinte e terze in alcune zone della tastiera. Le terze rendono particolarmente visibili le imprecisioni: non devono diventare perfettamente immobili come un segnale elettronico, perché la chitarra temperata ha i suoi compromessi, ma non dovrebbero “battere” in modo fastidioso.

Qui serve una distinzione utile. Un lieve compromesso è normale sulla chitarra classica. Una stonatura evidente e ricorrente nelle stesse posizioni non lo è. Se compare sempre, non compensare schiacciando più forte o spostando casualmente le dita: annota dove accade e fai controllare capotasto, altezza delle corde, tasti e posizione della selletta da un tecnico competente.

Premere troppo forte con la mano sinistra

Questo è uno degli errori più insidiosi perché l'accordatore non lo mostra mentre accordi le corde a vuoto. Una corda premuta oltre il necessario aumenta la tensione e sale di intonazione. Il fenomeno è più evidente vicino al capotasto, con corde alte o con un'action elevata.

Fai una prova: scegli un Fa sulla prima corda, al primo tasto. Suonalo normalmente, poi ripetilo riducendo la pressione fino al minimo indispensabile per evitare rumori. Se la seconda nota è più intonata e più rilassata, hai trovato un punto tecnico da studiare.

Non cercare subito di alleggerire tutto. Lavora su una nota alla volta, con un dito alla volta. L'obiettivo non è una mano debole: è una mano efficiente, capace di usare soltanto la forza necessaria.

Una procedura di accordatura che puoi ripetere ogni giorno

Per evitare dispersione, usa sempre lo stesso ordine. Inizia in un ambiente il più possibile silenzioso e verifica che l'accordatore sia impostato sul cromatico e sul riferimento corretto. Parti dal La della quinta corda, se vuoi stabilire subito un punto centrale dello strumento, oppure dalla sesta se preferisci la sequenza tradizionale: la scelta conta meno della costanza.

Accorda ogni corda raggiungendo la nota dal basso verso l'alto. Pizzica con un attacco medio, attendi che il suono si stabilizzi e correggi con movimenti minimi. Terminata la prima corda, passa alla successiva senza perdere tempo, ma senza trasformare l'operazione in una gara.

Alla fine ripeti il giro di controllo. Poi suona lentamente un accordo di Mi maggiore, uno di La minore e qualche ottava in una scala conosciuta. Non cercare solo la conferma visiva: chiediti se il suono è fermo, se gli intervalli si fondono e se una corda emerge come troppo alta o troppo bassa.

Se studi repertorio, fai un'ultima verifica nelle tonalità del brano. Un pezzo in Re maggiore, per esempio, mette in evidenza rapporti tra corde a vuoto e note premute diversi da un brano in Mi minore. L'accordatura migliore non è quella che soddisfa soltanto il display, ma quella che ti permette di sentire con chiarezza l'armonia che stai suonando.

Quando il problema non dipende dall'accordatura

Se accordi con attenzione e dopo pochi minuti tutto cala, non insistere all'infinito sulle meccaniche. Osserva le corde: sono vecchie, ossidate, segnate nei punti di contatto o montate da poco? Verifica anche che i nodi al ponte e gli avvolgimenti alla paletta siano ordinati e stabili.

La temperatura e l'umidità modificano il legno e la tensione delle corde. Portare la chitarra da un ambiente freddo a uno caldo può richiedere qualche minuto di assestamento. In questi casi accordare, suonare brevemente e ricontrollare è più utile che pretendere precisione assoluta appena apri la custodia.

Se invece senti fruscii, corde che si incastrano nel capotasto, forti differenze di volume o problemi costanti oltre il dodicesimo tasto, serve una diagnosi dello strumento. Il chitarrista deve imparare a riconoscere il sintomo; non deve improvvisarsi liutaio.

Prima del prossimo studio, concediti due minuti in più: accorda, ricontrolla e suona tre intervalli lentamente. Questa piccola routine educa l'orecchio ogni giorno e ti dice con precisione se devi correggere una corda, una pressione o lo strumento stesso.

← Recensione accordatore per chitarra, guida praticaIntelligenza artificiale nello studio musicale →

Un articolo nuovo ogni settimana

Lascia la tua email: ti avviso quando esce un nuovo articolo del blog. Niente spam, disiscrizione con un clic.

Iscrivendoti accetti la privacy policy.

Non migliori? Te lo dico io.

Il Check-up del Chitarrista è gratuito: ti ascolto suonare e ti dico esattamente cosa correggere.

Prenota il check-up gratuito
← Tutti gli articoli del blog